Esplorando il secondo pianeta i ragazzi della 3B hanno scoperto …

La solitudine

La solitudine è come una coperta che ti copre
è come un’ombra che ti segue
è come un muro che ti divide
è come un mostro che mi mangia
è come una gabbia che ti imprigiona
la solitudine è un male, nessuno la deve avere.

Giulia Bruschi


Linda Cazzola


Caro diario,
in questo periodo mi annoio davvero tanto.
Mi mancano tutti i miei amici, mi manca poter uscire con loro, ridere e scherzare, abbracciarli e vedere il loro sorriso.
Mi mancano pure i professori, che ce la mettevano tutta per farci imparare cose.
Non mi sarei mai aspettata di vivere un momento cosi, perché fino a prima che cominciasse questa pandemia avevo solo sentito parlare di epidemie nel libro di storia.
Ma non manca la speranza che tutto questo finisca, la speranza di tornare a viaggiare, la speranza di riabbracciare presto i nostri cari e la speranza di tornare alla normalità.
Spero torni tutto come prima perché non ce la faccio più.

Samanta Ciubotareanu


venerdì 27 marzo

Caro diario,
le ore non passano proprio mai! Nelle ultime settimane sono praticamente barricato in casa: non esco più, non vado a scuola, non pratico né sport né frequento le lezioni di pianoforte. Una vera e colossale noia! Purtroppo non c’è solo quella. Mi sento anche molto solo. Infatti non vedo i miei amici da un bel po’ di tempo, tranne per le piccole facce nello schermo del computer durante le videolezioni, che i miei prof hanno iniziato a fare. Sempre meglio di niente, mi accontento. Ma quello che mi manca è il contatto con la realtà. Strano! Davvero strano! Proprio io che già a gennaio non vedevo l’ora finisse l’anno scolastico, fare gli esami e togliermi il loro peso, sperando che l’estate arrivasse in fretta. Avevo mille idee e progetti su cosa fare e dove andare: la Russia o forse l’Inghilterra. Ma molto probabilmente, se le cose non migliorano, l’unica caratteristica estiva che arriverà qui a Sanguinetto sarà la solita afa che toglie il fiato e un’orda di zanzare, pronte a pungerti e a tenerti sveglio la notte. Però non si deve mai perdere la speranza, anche se temo che non sarà per niente facile… Le giornate adesso sono tutte uguali: mi alzo, faccio colazione (l’unica cosa positiva è la presenza della Nutella sul tavolo), mi lavo i denti e accendo la telecamera del computer. Finite le videolezioni svolgo i miei compiti, pranzo e mi rilasso: leggo, chatto con i miei amici, suono il piano … Faccio perfino ginnastica. Questa è un’altra cosa strana! Mai e poi mai avrei pensato che avrei fatto esercizi fisici anche a casa. Sinceramente mi bastavano quelli di atletica e quelli che facevo a scuola, durante l’ora di motoria. Beh, non ho scelta, altrimenti mi sentirei dire continuamente che non mi muovo mai. Le lezioni e i compiti prendono la maggior parte del pomeriggio. Quando sono stanco e decido di “staccare la spina” guardo fuori dalla finestra della cucina. Non sai quanto invidio le persone (anche se rarissime) che passano in strada! Più che loro, invidio gli uccelli: loro sì che sono liberi di andare dove vogliono e di certo non si sentono soli, hanno la possibilità di vedere tutto il mondo dall’alto. Sono geloso anche dei gatti che camminano tranquilli per il giardino. Una volta uscivo a cacciarli, ma ora lascio che restino e che facciano quello che vogliono. Riempiono un po’ la mia solitudine e mi fanno compagnia. Caro diario, spero di non vivere mai più una situazione simile, perché è davvero opprimente e noiosa. Questa inaspettata solitudine non ha portato solo cose negative, infatti ho più tempo per riflettere, non solo su di me, ma anche sugli altri. Era praticamente impossibile farlo con l’assordante rumore di tutti i giorni. Chissà se si sentiva così anche Robinson Crusoe quando era da solo su un’isola dispersa nell’oceano. Però un giorno ha avuto la fortuna di incontrare un indigeno, Venerdì, che lo ha aiutato ad abbattere la solitudine. Spero che anche noi, prima o poi, saremo fortunati e usciremo liberamente dalle nostre case, facendo diventare tutto questo un lontano ricordo.

Carlo Coato

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